Un autentico momento di incontro e scambio tra gli abitanti del paese e della valle

Le radici di queste fiere affondano profondamente nell’antichità, risalendo ai tempi in cui l’allevamento del bestiame e il suo commercio erano pilastri dell’economia locale. Si trattava di appuntamenti regolari dove poter comprare, vendere e scambiare il bestiame, nonché altri beni di prima necessità. Erano talmente importanti che si diffusero anche nelle frazioni. Ogni fiera si teneva in una data prestabilita e sempre uguale ogni anno in modo che le varie persone lo sapessero e potessero partecipare.
Le fiere non erano solamente un’occasione di affari, ma anche un momento di festa e di svago per l’intera comunità. La principale era quella che si teneva annualmente alla fine di agosto, in centro paese principalmente (ma non solo) nell’attuale piazza Emilio Botta.
Le strade del paese si riempivano di animali sin dalle prime luci dell’alba, mentre le persone si muovevano tra i vari espositori per concludere i loro affari. Per l’occasione tutti si vestivano con abiti eleganti, si mettevano giacche, gilet, cappello (anche se il lavoro era duro e certamente non pulito), ma per un giorno di festa c’era l’abito della festa, conservato sempre bello ed a posto per un altro utilizzo. I bambini, felici di essere liberi dalle lezioni estive, correvano tra le bancarelle di giocattoli, gustando gelati e sorbetti, mentre cantastorie e musicanti intrattenevano la folla con racconti di brigantaggio e leggende locali.
Ma la fiera non era solo un mercato di bestiame. Lungo le strade si dispiegava un vivace mercato dove si poteva trovare di tutto: dai cereali e i legumi alle stoffe e ai panni, dagli attrezzi per l’allevamento agli oggetti in ferro e bronzo. Era un vero e proprio momento di incontro e scambio tra le genti del paese e della valle.
Non mancavano poi i servizi pratici: fabbri per la ferratura degli animali, calzolai per riparare le calzature logore dal lavoro nei campi, e altri artigiani pronti ad offrire i loro servizi alla comunità.
