Le castagne

Un elemento vitale per la nostra comunità

 

Nelle nostre campagne, le castagne hanno sempre rappresentato un elemento vitale per la sopravvivenza e una tradizione profondamente radicata nel tessuto sociale. Le castagne, con il loro alto valore nutritivo, sono state da sempre un elemento essenziale nella dieta locale. Non consumate crude, le castagne venivano preparate in vari modi: lessate con semi di finocchio, arrostite sul fuoco per diventare caldarroste.

Tradizioni castagne 6 1200

La raccolta avveniva esclusivamente nei propri terreni, e il rispetto per la proprietà altrui era un principio sacro, con chiunque osasse raccogliere castagne altrui soggetto a rimproveri e minacce, talvolta anche a sassate.

I giorni di raccolta, che iniziavano verso i primi di ottobre e continuavano fino al novembre. Le donne, instancabili lavoratrici, indossavano grembiuli con grandi tasche per raccogliere le castagne, piegandosi sulla schiena per ore mentre svuotavano il contenuto delle loro tasche nei sacchi di iuta.

Ma è soprattutto come frutto secco che la castagna ha giocato un ruolo importante nell’economia locale. La conservazione delle castagne era altrettanto cruciale quanto la raccolta stessa. Venivano messe a seccare nel solaio delle case o essiccate accanto al focolare utilizzato per cucinare e scaldare la casa. Le famiglie fortunate potevano usufruire di un “seccatoio,” un casotto in pietra nel castagneto, dove le castagne venivano sottoposte a un moderato calore su graticci. Successivamente, venivano sbattute contro uno scalino o un ceppo in un sacco di iuta per aprire la buccia, un processo fondamentale per preparare le castagne per il consumo. Il lavoro nei seccatoi coinvolgeva l’intera comunità, donne e bambini inclusi, che contribuivano alla separazione delle castagne dalle bucce.

Lo scäu si componeva di due piani distinti: al piano inferiore, funzionante come caldaia, veniva acceso un fuoco alimentato più volte al giorno con legna di castagno. Questo tipo di legno, caratterizzato da una bassa infiammabilità, bruciava lentamente, garantendo un calore costante e controllato. Al piano superiore si trovava un graticcio in legno composto da listelli opportunamente distanziati, che permettevano al calore di circolare ma trattenendo i frutti.