Indè in vôgia

Nelle notti quassù in collina un’usanza secolare, le “vôgie”, illuminava le stalle e i cuori delle comunità, trasformando le ore buie in momenti di connessione umana, preghiere e storie affascinanti.

 

Nelle sere invernali delle nostre colline Deghesi, quando il freddo stringeva e le tenebre avvolgevano il paesaggio, prendeva vita un’usanza che illuminava le stalle e i cuori delle comunità: le “vôgie”. Queste radicate tradizioni, tramandate di generazione in generazione, trasformavano le ore buie in momenti di connessione umana, preghiere, lavori manuali e storie affascinanti.tradizione veggia 6 1200

Il termine “veje” trova le sue radici nel verbo piemontese ” vôgie “, che significa vegliare o stare svegli. Queste riunioni notturne all’interno delle stalle erano molto più di semplici veglie; rappresentavano un rituale che univa le persone attraverso esperienze condivise e storie tramandate.

le “vôgie” erano momenti di socializzazione e connessione. Famiglie, vicini e ospiti si radunavano nelle stalle, godendo del calore emanato dalle bestie che rendeva l’ambiente confortevole. Queste occasioni favorivano l’interazione tra le persone, creando un senso di vicinanza e solidarietà.

Mentre le stalle fornivano rifugio dal freddo, le attività non si limitavano solo alla conversazione. Le donne si dedicavano a lavori manuali come il filare e il tessere, mentre gli uomini potevano giocare a carte, intrecciare cesti o riparare attrezzi agricoli. Questi momenti offrivano l’opportunità di lavorare insieme e di apprezzare l’abilità manuale.

Uno degli aspetti più affascinanti delle vôgie  erano i racconti. Gli anziani, spesso custodi delle tradizioni, intrecciavano narrazioni che spaziavano dalle vicende familiari alle sfide agricole. Ma erano soprattutto le storie di masche, creature misteriose e affascinanti, a catturare l’attenzione di giovani e anziani.

Le serate potevano anche essere allietate da cantastorie, che con le loro voci e melodie portavano il passato e le emozioni al centro della scena. Le storie di fantasmi e di spiriti si mescolavano con canti tradizionali, creando un’atmosfera magica e coinvolgente.

Con l’arrivo della modernità e delle nuove forme di intrattenimento, l’usanza delle vôgie  è in parte declinata. Tuttavia, il loro spirito sopravvive, adattandosi ai tempi attuali. Sebbene la nostalgia possa farci desiderare di rivivere quelle serate di condivisione, è altrettanto importante abbracciare l’evoluzione e la trasformazione delle tradizioni, consentendo loro di continuare a nutrire le comunità in modi nuovi ed emozionanti.