La scuola

A scuola con un pezzo di legno

 

Tradizioni scuola 6 1200

Un tempo completare gli studi alla terza classe rappresentava la norma per i bambini, mentre pochi maschi proseguivano fino alla quarta o quinta. A quel punto, non erano più considerati bambini, ma giovani pronti a essere impiegati nelle attività quotidiane.

Nonostante la presenza di numerose scuole a Dego e nelle sue frazioni, la maggior parte dei ragazzini doveva camminare per raggiungerle, affrontando ogni sorta di condizione meteorologica. Spesso i più grandi fungevano da guide per i più piccoli, poiché alcuni avevano già ripetuto la classe più di una volta.

In ogni casa veniva acquistato un unico sussidiario, che conteneva elementi di grammatica, aritmetica, geografia e storia, passato poi ai numerosi fratelli più piccoli. Gli strumenti dello scolaro includevano una scatolina di legno usata come astuccio, contenente matite, gomme, penne e pennini per l’inchiostro, utilizzato per scrivere sui banchi e sui quaderni dalla copertina nera.

Le lezioni venivano impartite dalla maestra a più classi contemporaneamente, all’interno di un’unica stanza. L’inchiostro veniva fornito dalla maestra ogni mattina, in una boccetta di vetro, e i banchi erano dotati di spazio apposito per contenerlo. Durante l’inverno, gli alunni portavano anche legna per riscaldare la stufa, poiché lo stato non provvedeva a tali spese.

Gli insegnanti erano estremamente severi e ricorrevano spesso a punizioni corporali. Una sottile canna, utilizzata non solo per spiegare le lezioni ma anche per “accarezzare” le dita di chi chiacchierava o si addormentava in classe, rappresentava un simbolo di disciplina. Non mancavano calci e schiaffi per gli scolari disobbedienti, e alcuni venivano addirittura puniti dietro la lavagna, in ginocchio sui sassolini. Nonostante le punizioni, gli scolari maltrattati raramente osavano lamentarsi con i genitori, poiché sapevano che avrebbero rischiato ulteriori castighi a casa. Era un’epoca in cui l’autorità degli insegnanti era incontrastata e le punizioni corporali erano purtroppo considerate parte integrante dell’educazione scolastica.