Il futuro Re di Napoli
Joachim Murat
Bastide-Fortunière, 25 Marzo 1767 – Pizzo Calabro, 13 Ottobre 1815

La storia di Joachim Murat è legata anche un po’ al nostro paese ed è veramente incredibile: da aspirante prete a braccio destro di Napoleone fino a diventare re di Napoli con l’ambizione di unire l’intera Italia sotto il suo vessillo. Alta statura, occhi blu intensi, eleganza e coraggio temerario che lo caratterizzavano. E soprattutto, era ambizioso. Persino l’austera sorella di Napoleone, Carolina, non poteva resistere al suo fascino. Anche la sua incredibile carriera ebbe un passaggio significativo a Dego dove si distinse per tenacia e fu preso sotto la sua ala da Napoleone che lo tenne d’occhio per poi aumentarlo di grado fino a farlo diventare un generale coraggioso e rispettato dai suoi uomini.
Infatti durante l’attacco di mezzogiorno del 14 aprile delle truppe di Masséna, l’audace Murat guidò la sua prima carica in una battaglia importante. Bonaparte aveva inviato questo ufficiale di stato maggiore a cavallo con due squadroni di dragoni. La folle corsa di Murat tra le file austriache fu così efficace che fu successivamente menzionato con onore nel dispaccio inviato al Direttorio.
La sua abilità nel combattere fu evidente nella battaglia di Dego, tuttavia in seguito la sua mancanza di competenze strategiche irritò spesso i suoi colleghi ufficiali. Il matrimonio con Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone, rafforzò la sua posizione, fino ad essere nominato Re di Napoli.
Il suo regno portò riforme significative e miglioramenti per il Regno di Napoli, ma queste azioni crearono frizioni con Napoleone. La guerra e l’embargo imposto all’Inghilterra portarono a una crisi economica e Murat, vedendo l’oppressione dei suoi sudditi, si rivoltò contro Napoleone, cercando di unire l’Italia sotto la sua bandiera e fu spodestato.
La sua spedizione per riconquistare il trono fallì, portandolo alla prigionia. Condannato a morte, Murat affrontò il plotone d’esecuzione con stoicismo e coraggio, mettendo fine alla sua avventura come re di Napoli e come uomo che sognava di unire l’Italia sotto un unico stendardo. La sua figura rimase nel ricordo dei napoletani, che per lungo tempo guardarono con nostalgia alle monete con il suo volto, ripensando al loro re ribelle.
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