Natura e biodiversità
Basta leggere questi dati per capire quanto siamo legati alla natura ed ai boschi, e quanto nel nostro territorio vi sia una biodiversità difficilmente riscontrabile in altre aree dove l’agricoltura di massa e le monocolture hanno stravolto l’ambiente naturale.

Abbiamo circa 2.600 alberi per abitante, il comune di Milano non arriva ad avere 1 albero per abitante (ha 9 alberi ogni cento abitanti, una media quindi di 0,09 alberi/abitante).
La nostra zona, patrimonio di biodiversità

Ma cosa è esattamente la biodiversità e perché è così importante?
Il concetto di biodiversità si riferisce alla varietà di forme di vita presenti comprese tutte le specie di piante, animali, funghi e microorganismi, insieme alle interazioni ecologiche che esistono tra di loro. La biodiversità non è solo una questione di numero di specie, ma anche di varietà genetica all’interno di una popolazione e della distribuzione delle specie nei vari ambienti.
La biodiversità è fondamentale perché funge da indicatore dello stato di salute della vita sulla Terra. Un ambiente ricco e diversificato è più sostenibile e offre vita e prosperità a tutti gli esseri viventi, inclusi gli esseri umani, gli animali e le piante. Ogni forma di vita ha un ruolo unico e contribuisce alla stabilità e alla resilienza degli ecosistemi: le piante producono ossigeno attraverso la fotosintesi, gli insetti come le api favoriscono la fecondazione delle piante, i predatori regolano le popolazioni di erbivori e così via.
La nostra zona rappresenta un patrimonio inestimabile di biodiversità, questo anche grazie alla posizione geografica e alle diverse caratteristiche ambientali presenti sul territorio. Siamo con un piede nelle Langhe e l’altro nell’Appennino, due territori caratterizzati da una grande diversità geografica e ambientale. Questa varietà di paesaggi si riflette nella ricchezza della nostra biodiversità. La nostra zona infatti ha saputo mantenere un equilibrio armonico tra l’intervento umano e le leggi della natura, preservando una biodiversità preziosa e ora riconosciuta. La bellezza dei suoi paesaggi e il ritmo ininterrotto della natura sta iniziando ad attrarre persone desiderose di esplorare a piedi o in bicicletta i sentieri alla ricerca di un “altro” vivere.
In contrasto con le nostre terre, molte zone a noi vicine sono state profondamente mutate dall’intervento umano, con piantagioni estese di vigneti, l’utilizzo diffuso di trattamenti chimici e un turismo spesso eccessivo. Queste trasformazioni radicali hanno alterato irrimediabilmente il paesaggio, imponendo un pesante tributo ambientale. Laddove un tempo si estendevano panorami naturali incontaminati, ora il suolo viene saturato di veleni, e pratiche agricole industrializzate che rispecchiano un approccio meccanico e insensibile all’ambiente.
Boschi per fare sport, per rilassarsi e rigenerarsi

I boschi rappresentano un elemento fondamentale per la vita e la sostenibilità della comunità locale. Ricchi di biodiversità, contribuiscono in modo significativo all’economia, all’ambiente e al benessere dei residenti. Queste foreste ospitano una vasta gamma di specie animali e vegetali, molte delle quali sono rare o in pericolo.
Molto diversa è la situazione nella Bassa Langa, ampiamente conosciuta per le sue estese coltivazioni di noccioli e vigne. Sebbene queste colture siano vitali per l’economia locale, creano un ambiente più omogeneo e meno diversificato rispetto ai boschi. La presenza predominante di queste monoculture può comportare sfide legate alla sostenibilità e alla varietà biologica. Contrariamente nella nostra zona i boschi offrono un habitat vario e vitale per numerose specie.
Dagli alberi maestosi alle piccole creature nascoste, questi ecosistemi svolgono un ruolo vitale nel mantenere l’equilibrio ambientale locale. Gli uccelli, come il picchio verde gufo, trovano rifugio tra le fronde degli alberi, mentre mammiferi come il tasso e il capriolo prosperano nell’ombra dei boschi.
I boschi svolgono anche un ruolo chiave nell’approvvigionamento di risorse naturali per la comunità. Il legname proveniente da questi boschi è utilizzato per il riscaldamento delle case. I boschi sono non solo una risorsa economica ma anche un luogo di svago e tranquillità per i residenti e i visitatori. I sentieri escursionistici che attraversano questi boschi, offrendo agli amanti della natura la possibilità di esplorare la bellezza selvaggia di questa area.
APPROFONDIMENTO
Gli alberi vicino a casa, una ricetta per una migliore salute fisica e mentale

Moltissimi studi rivelano una connessione significativa tra la presenza di alberi e il benessere sia fisico che mentale dei cittadini, basandosi su dati reali. I risultati sottolineano i molteplici benefici che l’ambiente naturale offre alle persone, confermando che vivere in prossimità degli alberi è una vera e propria cura.
In particolare la ricerca, condotta dall’Università di Chicago e guidata dallo psicologo Omid Kardan, si è concentrata sull’analisi di oltre mezzo milione di alberi presenti nella città, considerando specie, posizione e dimensioni. I dati raccolti sono stati incrociati con informazioni mediche di oltre 30.000 residenti, comprendendo non solo percezioni personali sulla salute ma anche condizioni cardiache, presenza di patologie come cancro, diabete e problemi di salute mentale.
I risultati sono sorprendenti: la presenza di alberi in un’area urbana ha dimostrato di influenzare positivamente lo stato di salute dei residenti. Marc Berman, co-autore dello studio, sottolinea che questa relazione tra la quantità di alberi e la salute delle persone è così rilevante da equiparare l’impatto a un aumento di reddito annuale di circa 10.000 euro o a un senso di ringiovanimento di circa sette anni.
Questa scoperta è stata possibile grazie alla vastità dello studio che ha consentito ai ricercatori di esaminare gli effetti positivi degli alberi considerando altri fattori influenti come età, reddito e istruzione. È emerso che la presenza di più di dieci alberi intorno a casa migliora significativamente la percezione della salute, indipendentemente da altri parametri demografici noti per influenzare il benessere.
Berman ha sottolineato la tendenza delle persone a sottostimare i benefici psicologici dell’ambiente circostante e ha espresso fiducia nel fatto che studi di questo genere possano rafforzare questa consapevolezza, fornendo una base solida per comprendere l’importanza della natura nella nostra vita quotidiana. L’utilizzo delle tecniche satellitari per valutare con precisione le aree verdi nelle zone residenziali e l’associazione di tali dati con un vasto database sanitario ha rappresentato un passo significativo per questa ricerca, offrendo un’analisi dettagliata della relazione tra ambiente naturale e salute umana.
Gli animali del bosco

Cinghiali, caprioli, volpi e tassi, picchi e fagiani: la diversità ambientale della nostra zona rende possibile la presenza di diverse varietà di specie animali. Incontrarli nel loro ambiente naturale può regalare grandi emozioni, ma gli avvistamenti non sono sempre facili e, quando ciò avviene, è necessario seguire delle norme di comportamento particolari, per osservarli senza farsi notare ed evitando di spaventarli.
Se dovesse capitarti goditi il fortunato evento ma evita di avvicinarti, anche se pensi che l’animale stia male o sia in difficoltà. Non seguirne le tracce, dato che potresti costringerlo a fuggire dal luogo in cui si sta riposando.
Ricorda che gli animali del bosco sono selvatici. Perciò, non tentare di avvicinarli per fotografarli o offrendo loro del cibo: potrebbe essere pericoloso per te e per loro. Anche anfibi, rettili e insetti, che svolgono un ruolo fondamentale per l’ecosistema, non devono essere disturbati. Anche nel caso di un incontro mentre si è in auto evita ogni inseguimento: esso è vietato e provoca inutile stress agli animali.
Quando passeggi nel bosco con un cane, è opportuno tenerlo sempre al guinzaglio, perché potrebbe – con comportamenti improvvisi – impaurire e costringere alla fuga gli animali selvatici.
Ricorda sempre che gli animali hanno bisogno di tranquillità. Si rifugiano all’interno del bosco e nelle aree meno frequentate dall’uomo proprio allo scopo di poter adempiere alle proprie funzioni vitali in contesti privi di stress: nutrirsi, riposarsi, cercare riparo dagli agenti atmosferici, accoppiarsi, accudire la prole.
Capriolo
Agile e aggraziato, corre rapidamente con salti frequenti. Animale poco sociale, vive isolato d’estate e in piccoli gruppi familiari d’inverno
(composti da una femmina con i figli o figlie dell’anno precedente), i maschi possono aggregarsi a questo tipo di unità, di norma costituita da 4-10 esemplari.
Cinghiale
Prevalentemente notturno e crepuscolare, in luoghi appartati pascola anche di giorno. In determinate condizioni, per mancanza di cibo, compie spostamenti erratici migratori. I maschi adulti vivono generalmente solitari e raggiungono le femmine, unite in branchi, nel periodo degli accoppiamenti. si spostano in cerca di cibo durante la notte e tornano ai loro nascondigli al mattino. Tuttavia, possono adattare il loro comportamento in base alle circostanze locali, come la densità dei raccolti nei campi.
Volpe
La volpe è un animale schivo, ha abitudini prevalentemente notturne e crepuscolari. Questa specie si adatta a vivere in svariati ambienti come boschi,
campagne e zone periurbane. Questa specie è diffusa quasi ovunque nel territorio del Parco, anche se raggiunge densità notevoli nelle zone boscose vicino al fiume

Lupo
Anche lui è prevalentemente notturno, di giorno si limita al riposo, al gioco e talvolta a piccoli spostamenti. Forte, eccellente corridore, trotta, galoppa, salta ed è capace di nuotare; compie notevoli spostamenti per la ricerca del cibo (la distanza percorsa giornalmente varia da 1 Km fino ad un massimo di 10 Km).
In caso di incontro:
In caso di incontro con il lupo, la situazione solitamente si risolve senza alcuna manifestazione di aggressività. Questo vale sia per i lupi solitari che per quelli che fanno parte di un branco familiare, di solito composto dalla coppia e dai loro cuccioli. Alcune volte, il lupo può anche mostrare indifferenza. Nonostante ciò, è importante adottare alcune precauzioni fondamentali.
Le possibilità di incontrare un lupo sono già remote e, se dovesse accadere, è probabile che il lupo si allontani senza dimostrare aggressività. Per ridurre ulteriormente il rischio di incontri ravvicinati con i lupi, è consigliabile fare rumore, ad esempio parlando a voce alta. In caso di incontro ravvicinato, mantieni la calma e allontanati senza correre. Dopo che il lupo si è allontanato, evita di seguirlo e di interferire con il suo comportamento.
Se avvisti un lupo da lontano, resta fermo e in silenzio per permettergli di proseguire il suo cammino.
Se hai un cane con te, assicurati di tenerlo al guinzaglio per evitare che si avvicini al lupo, rischiando di essere predato. Inoltre, è importante non lasciare rifiuti organici in giro, sia nel bosco che vicino ai centri abitati, poiché il lupo potrebbe essere attratto da tali fonti alimentari, aumentando il rischio di perdere la sua naturale diffidenza nei confronti dell’uomo. Questo sarebbe dannoso sia per gli esseri umani che per i lupi stessi.
Lepre
Prevalentemente notturna, in situazione tranquilla esce dal rifugio anche in pieno giorno. Sedentaria e solitaria, non si allontana mai dal proprio territorio. Corre velocemente e a lungo, spicca lunghissimi salti, nuota in caso di necessità; possiede udito e olfatto molto fini.
Tasso
Di olfatto finissimo, indole giocosa ma facilmente irritabile anche lui è prevalentemente notturno. Si muove di solito al passo o al trotto, con andatura goffa e poco agile; si arrampica parzialmente, nuota e scava facilmente. All’interno di un’area di 50-100 ha vengono costruite tane con complessi sistemi di gallerie sotterranee e numerose entrate; in esse trascorre il riposo invernale che non costituisce un vero letargo, ma un sonno prolungato
Scoiattolo
Essenzialmente diurno, molto attivo nella buona stagione, meno in inverno. Vive quasi esclusivamente sugli alberi, è uno straordinario arrampicatore, corre molto velocemente e salta a terra anche da notevoli altezze valendosi della coda come paracadute e dilatando le dita dei piedi per attutire il colpo. Per il riposo e l’allevamento dei piccoli utilizza un nido collocato nel cavo degli alberi o alla biforcazione degli stessi. Cibo assai vario, prevalentemente vegetale (gemme, germogli, erbe, foglie, frutti, semi, funghi … ), ma anche piccoli animali, nidiacei di Uccelli e loro uova, Insetti. Nasconde e immagazzina cibo nelle cavità degli alberi.
Istrice
È rarissimo da vedere ed è caratterizzato da un corpo tozzo e robusto, ricoperto da spine rigide chiamate “aculei”, che costituiscono la sua principale difesa contro i predatori. Vive principalmente in habitat boschivi, boscaglie e aree erbacee, dove può trovare rifugio e cibo. È principalmente notturno, trascorrendo le ore diurne riposando in tane o rifugi naturali. Dal punto di vista alimentare, l’istrice è prevalentemente erbivoro, nutrendosi di una vasta gamma di vegetazione, inclusi radici, tuberi, frutta e foglie. Tuttavia, può anche integrare la sua dieta con insetti, larve e piccoli animali. L’istrice è un animale solitario e territorialmente protettivo. Quando minacciato, si arrotola a palla per proteggersi, mostrando i suoi aculei verso il predatore. Questo comportamento è spesso sufficiente a dissuadere molti predatori naturali.
Donnola
La donnola è un piccolo mammifero carnivoro con un corpo slanciato, zampe corte e una lunga coda. È nota per il mantello marrone scuro sul dorso e bianco sul ventre, una caratteristica che le aiuta a mimetizzarsi con il proprio ambiente circostante. È un abile predatore, cacciando piccoli animali come roditori, uccelli, insetti e persino piccoli rettili. È estremamente agile e veloce, capace di muoversi rapidamente attraverso gli ambienti più stretti e ostili. Può anche arrampicarsi sugli alberi per cacciare prede o sfuggire ai predatori. La donnola è un animale solitario e territoriale, difendendo il proprio territorio con ferocia dagli intrusi. Ha un metabolismo molto attivo e deve cacciare frequentemente per soddisfare il proprio fabbisogno energetico elevato.
La meraviglia delle orchidee selvatiche

Quando si pensa alle orchidee, la mente spesso corre alle vistose piante coltivate in serra, dalle forme esotiche e dai fiori appariscenti. Tuttavia, pochi sanno che anche in Italia esistono molte decine di specie di orchidee selvatiche, altrettanto affascinanti e preziose. La maggior parte di esse è protetta dalla Legge 150/1992, che recepisce la convenzione di Washington, tutelando così il commercio internazionale delle specie in via di estinzione.
Le orchidee selvatiche dei nostri posti, a differenza delle loro controparti tropicali, sono perenni e terrestri, con radici che si ancorano nel terreno. Le foglie, generalmente poste alla base del fusto, sono lucide e parallelinervie, con forme che variano dall’ellittica all’ovata; mentre i fiori sono costituiti da sei parti: tre sepali esterni e tre petali interni, di cui il “labello” è la parte più vistosa e significativa, legata al sistema di riproduzione.
Le orchidee del genere Ophrys sono un esempio straordinario di adattamento evolutivo. Il loro labello, più o meno estesamente ricoperto di peluria, presenta morfologia e disegni che mimano l’addome di un insetto. Questo è solo il primo passo della loro strategia di riproduzione ingegnosa.
Le orchidee del genere Ophrys emettono una sostanza volatile, chiamata feromone, che è in grado di attrarre sessualmente i maschi di alcune specie di imenotteri, come api e bombi. Questi insetti, nel tentativo di copulare con le femmine della loro specie, si posano sul fiore dell’orchidea e involontariamente ne asportano il polline. Contrariamente alla polvere fine tipica di molte altre piante, il polline delle orchidee è addensato in piccole masserelle, spesso dotate di un dischetto adesivo.

Queste masserelle polliniche verranno trasportate dall’insetto su altri fiori, ma senza compiere con successo l’impollinazione. Invece, l’insetto verrà “ingannato” nuovamente da un altro fiore, perpetuando così il ciclo di inganno e seduzione delle orchidee. Tuttavia, durante questo processo, l’orchidea viene fecondata e, alla fine della fioritura, può disperdere i suoi semi contenuti in un piccolissimo frutto chiamato capsula. I semi delle orchidee sono leggerissimi e possono essere dispersi dal vento a grandissima distanza. Tuttavia, per poter germinare, hanno bisogno della presenza di un fungo del terreno che fornisca le sostanze organiche necessarie per la crescita dell’orchidea. Questa dipendenza dai funghi simbionti rende il processo di germinazione delle orchidee un ulteriore elemento di complessità e mistero.
Le orchidee fioriscono in varie stagioni dell’anno, ma l’acme della fioritura di molte specie si verifica spesso nel mese di maggio. Questo è il momento in cui questi gioielli della natura si manifestano in tutta la loro bellezza e splendore, catturando l’attenzione e l’ammirazione di chiunque abbia la fortuna di osservarle.
Andar per funghi. Une delle passioni dei Deghesi

L’autunno porta con sé delle belle sorprese: le foglie iniziano a cadere e spuntano i nuovi frutti della terra. Andare alla ricerca dei funghi diventa un’ottima scusa per immergersi nei caldi colori dei boschi in questo periodo.
Camminare tra prati e boschi, circondati da alberi maestosi, permette di godere appieno della natura nel silenzio del bosco. Andar per funghi diventa un momento di pace e tranquillità, un’ottima occasione per rigenerare mente e spirito. Inoltre trovare un fungo commestibile è estremamente gratificante!
Le varietà di funghi che si possono trovare nei nostri boschi sono infinite, ognuna con il suo sapore unico e le sue proprietà nutritive. I funghi selvatici offrono una vasta gamma di sapori e aromi che possono arricchire qualsiasi piatto, dalla semplice pasta al sugo alle sofisticate preparazioni gourmet.
I Deghesi sono noti per la loro passione nella ricerca dei funghi e non perdono occasione per percorrere le colline del paese alla ricerca dei famosi tuberi. Molti di loro sanno osservare attentamente il terreno, seguire gli indizi lasciati dalla natura e soprattutto conoscono i “Roi” le zone dove è più probabile trovarli.
Nella raccolta dei funghi, la delicatezza e il rispetto per la natura sono essenziali. Il cercatore di funghi esperto non ha bisogno di rastrelli o zappe; invece, si affida a un semplice bastone per spostare con cura foglie ed arbusti ed eventualmente a un coltellino per le prime operazioni di pulizia. Quando si tratta di staccare il fungo, le dita sono lo strumento principale, applicando una leggera torsione il più vicino possibile alla base del fungo senza strapparlo. La raccolta dei funghi è un’attività affascinante che richiede conoscenza, rispetto per la natura e, talvolta, un pizzico di segretezza. La regola d’oro per la raccolta di funghi è di fidarsi solo di quelli che si possono riconoscere con certezza. Occorre evitare i funghi sconosciuti, anche se sono attraenti. Distruggere però un fungo sconosciuto o sicuramente velenoso è una pratica da evitare, nel primo caso, potremmo privare altri esperti del piacere di identificarli, nel secondo danneggeremmo l’equilibrio biologico del bosco e ne rovineremmo la bellezza.
Serve il tesserino per i funghi?
Assolutamente si. È importante ricordare che la raccolta dei funghi nel nostro paese è soggetta a regolamentazioni specifiche. Se non disponiamo del pass necessario, possiamo ottenerlo presso i bar del paese.
Il vigile del comune svolge regolarmente controlli per garantire la conformità alla normativa riguardante la raccolta dei funghi, verificando la presenza del necessario cartellino. Inoltre, tutti gli associati hanno la possibilità di richiedere il cartellino per la raccolta.
Per ulteriori informazioni: