Riesci a pensare a 26 milioni di anni fa? Beh, qui è possibile immaginare ere dimenticate e creature ormai estinte
Una barriera corallina a Dego???? Ma non erano nei paesi tropicali??
Ora si ma circa 26 milioni di anni fa erano anche Dego!!! I resti fossili di Dego sono estremamente importanti per ricostruire la paleogeografia, il clima della antica Liguria e le caratteristiche dell’antico mare che la bagnava (le sue correnti, la torbidità e il pH dell’acqua).

Ma questo sito è peculiare perché racconta la storia del reef stesso, dalla sua nascita, la sua espansione, la sua diversità fino alla sua morte per soffocamento a causa di un ambiente sempre meno favorevole alla sua crescita. Detto così sembra di parlare di qualcosa di molto attuale legato ai cambiamenti climatici, ma questa storia è vecchia di milioni di anni e ora è immersa nel bosco e non più a mare. È questo che rende la paleontologia una scienza fondamentale per studiare la risposta degli organismi alle variazioni climatiche. I paleontologi studiano la storia degli organismi sulla Terra (quasi 700 milioni di anni di eventi climatici) e riescono a vedere cosa è successo quando le temperature erano troppo alte, o troppo basse, quando i vulcani hanno riempito l’atmosfera di gas o quando un asteroide ha colpito il nostro pianeta. Parlare di cambiamenti climatici moderni senza avere contezza di cause e conseguenze dei tantissimi cambiamenti climatici passati è pericoloso. Ed è qui che Dego con i suoi coralli entra prepotentemente nella scena globale e ci mostra chiaramente cosa accade se l’ambiente contrasta la crescita di un reef.
Il reef di Dego nasce perché trova un ambiente piccolo ma ideale allo sviluppo dei coralli. È da poco finito un lungo periodo di grandissimo caldo che ha caratterizzato quasi tutto l’Eocene (da 30 a 50 milioni di anni fa circa), durante il quale molte barriere coralline, per scappare dal troppo caldo, hanno trovato rifugio a maggiori profondità o si sono spostate a latitudini maggiori. A partire dall’Oligocene (da 30 a quasi 23 milioni di anni fa circa), il clima si fa più temperato e in molte parti della Liguria, che in quel periodo vedeva una geografia molto diversa da quella odierna, con i monti a sud ed il mare a nord, si osservano i resti di piccoli ma diffusi reef corallini.
La storia del reef di Dego è tra le più complete tra tutti i reef preservati in Italia. I primissimi coralli crescono in un ambiente riparato ai piedi di una piccola falesia o un piccolo promontorio che creava una sorta di baia dove le onde erano basse e il fondale ciottoloso. I coralli crescono sia in altezza che lungo tutto il fondale arrivando forse ad un paio di centinaia di metri in totale. Arrivano molluschi, ricci di mare, spugne e alghe. Pochi resti fossili indicano addirittura la presenza di pesci e squali. Tuttavia, questi coralli, così come tutti gli altri reef liguri, stavano crescendo su un sistema tettonicamente instabile a causa dell’orogenesi alpina che andava completandosi. Questa continua instabilità tettonica porta alla creazione di rilievi sempre più accentuati e quindi alla formazione di reticoli fluviali talora importanti, come testimoniato dall’abbondante sedimento di origine fluviale scaricato proprio sopra e accanto ai coralli.
Con l’andare del tempo il reef cresce sempre più lentamente, i sedimenti fluviali lo ricoprono e i coralli scompaiono, restano solo alghe, molluschi e piccoli organismi unicellulari. Questo cambio nella biosfera è la conseguenza di un aumento di torbidità dell’acqua: i coralli preservati prediligono acque limpide e ben illuminate, le associazioni ad alghe indicano ambienti meno illuminati e quindi più profondi ma anche con acque sempre più influenzate da sedimenti fluviali che impediscono alla luce di arrivare in profondità.
Il reef viene quindi sepolto da sedimenti fluviali, che nel tempo vanno a depositarsi in un ambiente marino sempre più profondo, dato che il livello del mare si solleva incessantemente.
Il clima è tanto caldo da permettere il sostentamento di un reef, ma a Dego ormai il mare è troppo profondo e la luce non raggiunge il fondale. Questo innalzamento di temperature è conosciuto al mondo come il LOWE (Late Oligocene Warming Event) e a Dego abbiamo chiari segnali che la ripresa delle attività fotosintetiche in acque basse ci sia effettivamente stata durante questo evento climatico.


Dove sono custoditi i fossili rinvenuti a Dego:
- Museo di storia naturale Giacomo Doria – Genova
- Museo di scienze naturali – Torino
- Muséum national d’histoire naturelle – Museo nazionale di storia naturale – Parigi
- Natural History Museum – Museo di storia naturale – Londra
- Naturalis Biodiversity Center – Centro per la biodiversità Naturalis – Leiden (Olanda)
- Natural History Museum of Denmark – Museo di storia naturale della Danimarca – Copenhagen
- American Museum of Natural History (Smithsonian) – Museo di storia naturale degli Stati Uniti – NewYork
- Collezioni paleontologiche di varie università italiane.
- Collezioni paleontologiche universitarie in Austria, Germania, Francia, Ungheria, Turchia, Russia, Olanda, Belgio, Danimarca.
Come raggiungere la barriera corallina fossile
Dal centro paese prendere le indicazioni in direzione stazione, superarla passandoci davanti e al passaggio a livello prendere la strada in salita continuando sempre a tutti i bivi imboccando la strada sulla sinistra. Dopo una discesa il sito si trova sulla destra di fronte alla chiusa, prima di passare al di sotto del ponte della tangenziale.
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