L’importanza di impegnarsi appieno e con passione in tutto ciò che facciamo, sia che si tratti di una partita sportiva che di un’esperienza nella vita. Mettere l’anima significa dare il massimo, dedicando tutte le nostre energie e risorse, e questo impegno profondo lascia un’impronta duratura. Le lezioni apprese durante questo processo di impegno si traducono in preziosi insegnamenti che ci accompagnano nel corso della vita, aiutandoci a crescere, a imparare e a affrontare le sfide future con maggiore saggezza e determinazione. Si può riassumere così lo spirito del Dego calcio, dettato da Maurizio Rigamonti ex giocatore e dirigente, appassionato di questa società.

Il Dego calcio ha radici che affondano nel primo dopoguerra, quando già in quel periodo partecipava attivamente ai campionati organizzati a livello locale. Le partite si svolgevano nel centro del paese, nel campo sportivo dove oggi si trovano la palestra e le scuole.
Tuttavia, nel 1970, un gruppo di amici decise di fare un passo avanti per migliorare la società calcistica. Riuscirono a trovare il terreno adatto per costruire un campo da gioco, gli spogliatoi e tutte le altre strutture necessarie per praticare lo sport in modo più professionale e organizzato.
Inoltre, presero la decisione importante di affidare l’allenamento della squadra ad un ex calciatore semiprofessionista, Nanni Ciglieri, un tenace difensore del Savona Fbc degli anni ’60. Con la sua esperienza e il suo know-how, contribuì a introdurre al Dego Calcio nuove conoscenze riguardo agli schemi e alle tattiche di gioco, oltre a implementare allenamenti più avanzati e mirati.
Attraverso anni di altalenanti fortune e difficoltà, l’obiettivo primario della società non è mai stato dimenticato. Una lunga storia, tanti nomi, ma sempre un unico obiettivo: fare del gioco del calcio un luogo di aggregazione per le persone del paese, di crescita e di divertimento sportivo, anche per gli abitanti del paese.
Nel 2000 si segnò un rallentamento dell’attività calcistica, la squadra non riuscì più ad iscriversi al campionato. Ma nel 2017 ecco che un nuovo gruppo di giovani appassionati riuscì nuovamente a creare la quadra. Gli anni del 2016 (mentre si preparava il campo per l’anno successivo), 2019 e 2021, furono molto difficili. Tutte e tre le volte il Bormida distrusse interamente il campo: reti sventrate, porte distrutte, alberi e tronchi sul terreno. Una situazione che avrebbe potuto scoraggiare chiunque, ma non i Deghesi, che riuscirono velocemente a riorganizzarsi.
Oggi, lo spirito è sempre lo stesso: giocare a calcio e divertirsi, puntando anche sul settore giovanile, che incarna ancora oggi il piacere di far correre la palla sul prato verde.
E domani, l’obiettivo è di continuare la strada intrapresa, cercando di coniugare l’aspetto ludico e sociale con quello agonistico, mantenendo la nostra prima squadra a un buon livello.
Tutto ciò avendo come riferimento il fatto che l’agonismo e la sana competizione sono alla base di una crescita sana ed equilibrata fin dalla più giovane età. Un altro obiettivo è il continuo miglioramento della funzionalità delle strutture, con continui interventi di miglioria.
Un percorso di crescita in salita, ma la passione che anima le persone che inseguono questo sogno fa sì che ogni anno si ripeta un piccolo “miracolo”.





